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NIGHTS OF VIOLENCE
REVIEW: MUSICAL NEWS
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Gli
ultimi 3 decenni di metal fiorentino hanno seminato
in profondita', anche se in apparenza la nostra citta'
sembra essere restia a questo tipo di sound: i Frozen
Tears sono la new generation che puo' giocarsi un ruolo
anche fuori Italia.
Leggere
sulle biografie che sono stati solo due gli eventi che
li hanno visti protagonisti all'estero (1001 Watt Festival
in Norvegia e Monlighting club a Londra), ti fa capire
come non sempre arrivino i migliori a giocarsi le proprie
carte. Dopo Mysterious Time (Megahard - 2000), Way of
Temptation (Megahard - 2002) e Metal Hurricane (Steelheart
- 2004) per il combo fiorentino dei Frozen Tears arriva
il quarto cd Nights of Violence, licenziato per l'attenta
label bresciana My Graveyard Productions.
Sin dal primo ascolto e' indubbio il risultato massiccio
e compatto, ma questo muro di suono qualche volta penalizza
le intuizioni e le pazzie che invece dal vivo i Frozen
Tears dimostrano in modo lampante: questo giudizio forse
risente un po' dell'amore che abbiamo fatto sgorgare
dal nostro vecchio cuore ogni volta che il precedente
Metal Hurricane ha girato sul nostro lettore cd. Su
Nights of Violence la base ritmica e' precisa e stabile
(un bassista come il Dionigi non poteva fallire..),
ma una maggiore cura in fase di mastering avrebbe dovuto
dare piu' cuore alla batteria. Pur rimanendo nel power
metal dei nostri anni'80, la produzione artistica poteva
far diventare Nights of Violence una chicca, semplicemente
dando piu' visibilita' alle singole professionalita':
questo lo si poteva fare in brani ben costruiti di questo
cd (Run if you can e soprattutto Heart of stone), dove
gia' si colgono vibrazioni metal di respiro internazionale.
Una riprova? Provate ad ascoltare questi brani tra un
Balls to the wall degli Accept e Headless Cross dei
Black Sabbath: ci stanno a meraviglia, come un pisello
nel suo baccello!

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