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NIGHTS
OF VIOLENCE REVIEW: METAL ZONE
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La
prima cosa che colpisce sentendo questo ultimo lavoro
dei Frozen Tears è il grande cuore che i nostri
mettono nei loro brani, come i gruppi metal dei primi
anni ottanta, quella musica passionale e sanguigna che
purtroppo sentiamo sempre meno causa la rincorsa folle
al guadagno dettato a tutti i costi, dove ottime band
sotto la pressione di etichette senza scrupoli sono
costrette a sfornare cd con il solo scopo di vendere.
La
fortuna dei Frozen Tears è stata quella di trovare,
dopo l'abbandono della Steelheart, una casa discografica
con la passione per la musica, la My Graveyard Productions,
la quale si sta dimostrando sempre più attenta
a riscoprire e valorizzare il metal classico.
Questo
"Nights of violence" arriva dopo il precedente
lavoro del 2004 dal titolo "Metal hurricane"
e ci offre una band immersa completamente nel metal
di ottantiana memoria.
Il
disco suona maledettamente Judas Priest anche grazie
alla grande voce di Alessio Taiti che ricorda Rob Halford
ma anche grazie all'impostazione classica dei brani.
Ma
il disco è tutto un "omaggio" agli
anni ottanta, sopratutto nell'uso delle chitarre che
tessono trame intriganti e ci regalano assoli al cardiopalma
come in "Heart of stone" dove troviamo un
Giovanni Guarnieri in gran spolvero.
Omaggio
che logicamente paga un tributo ai gruppi storici, ma
senza dare fastidio, anzi offrendoci brani freschi e
originali.
"Don’t
waste your time" molto "vergine di ferro"
dove l'accattivante chorus ci resta in testa fin dal
primo ascolto, la melodia quasi barocca di "The
fortress" dove Alessio da sfoggio di tutta la sua
tecnica e delle sue doti canore.
Il
gruppo tenta anche l'esperimento semi prog con "Child’s
prayer" che dimostra la capacità del gruppo
anche in territori non prettamente heavy metal.
A
chiudere il lavoro un grandissimo brano, una cover dei
mitici Accept "Run if you can", da brividi
degno dei migliori Udo e soci, dove Alessio si batte
alla pari con il cantante reggendo alla grande il confronto,
a volte ci si domanda se non sia lo stesso Udo a cantare.
Scelta
sicuramente azzardata quella di riproporre una cover
degli Accept, ma i Frozen Tears vincono questa scommessa
e la loro audacia viene premiata con un brano unico,
da ascoltare.
Come
è da ascoltare tutto il lavoro "Nights of
violence", ottimamente prodotto e mixato, dove
tutto è perfetto lasciando però al tutto
quella "sporco" prettamente heavy metal anni
ottanta.
Da
avere assolutamente, un altro grande successo per i
Frozen Tears e per la My Graveyard Productions.

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