REVIEW

NIGHTS OF VIOLENCE REVIEW: METALLUS

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Tornano gli italianissimi Frozen Tears che, con questo “Nights OF Violence”, raggiungo il traguardo del quarto disco. Niente male per una band di ragazzi che, fin dagli esordi, ha voluto staccarsi radicalmente dal carrozzone del power metal sinfonico che ha imperversato a fine anni novanta nel nostro paese, facendosi portavoce di un metal classico, che affonda le proprie radici negli anni ’80. Poco o nulla è cambiato da “Mysterious Time”, primo lavoro del quintetto fiorentino. Le chitarre della coppia Leo Torrini e Lapo Taiti la fanno ancora da padrone, aprendo squarci profondi nelle song grazie a riff granitici e passaggi tritasassi, evitando i fronzoli e qualsiasi sfoggio di tecnica fine a sé stesso. Il classic metal dei Frozen Tears è un metal che corre, che suda, che trasuda passione, suonato con precisione e proposto con la giusta freschezza e competenza, nonostante l’originalità di song come “Hearts Of Stone” e l’opener “Instability” non faccia gridare al miracolo. La voce di Alessio Taiti è molto Halfordiana e si sposa alla perfezione con le song che hanno come principale influenza proprio i Judas, unitamente al metal tradizionale, ai Maiden, passando per gli Accept. E proprio la band teutonica del terribile Udo viene omaggiata con la cover di “Run If You Can”, posta alla fine del platter. Gli amanti di questo genere non potranno non farsi coinvolgere da “The Fortress” e “Stories”, le più sostenute e convincenti dell’intero lotto, ma chi ha già riposto il chiodo nell’armadio da tempo, difficilmente troverà spunti interessanti in “Night OF Violence”. La produzione è sufficientemente potente, così come la grafica, essenziale e suggestiva. Noi, dal canto nostro, continuiamo a sostenere band come i Frozen Tears, che, noncuranti del tempo che passa e delle mode del momento, suonano la musica che amano, con la stessa passione del primo giorno.


Alessandro Battini

voto: 6,5




MERCHANDISE
 

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