REVIEW

NIGHTS OF VIOLENCE REVIEW: METALLO ITALIANO

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Tornano i fiorentini FROZEN TEARS con un nuovo lavoro che si candida tranquillamente nella lista dei top album del 2007. Per chi si fosse “sintonizzato” solo ora, vale la pena ricordare che in dieci anni di attività, la band si è costruita una solida reputazione grazie a due validi demo, due buoni album usciti per la brasiliana Megahard quali “Mysterious Time” del 2000 e “Way Of Temptation” del 2002 (oggi introvabili) e l’ottimo “Metal Hurricane” uscito per la Steelheart, accolti tutti molto bene dalla stampa internazionale.

Con questo album i Frozen Tears compiono un ulteriore salto di qualità e la sempre attenta My Graveyard Productions ha fiutato bene anche questa volta. Ben prodotto e con una ottima registrazione “Nights Of Violence” e’ un blocco di puro metallo classico che mette in mostra le grandi doti del quintetto sia a livello di songwriting che di esecuzione dei pezzi nonché di padronanza musicale.

A mostrare subito l’ossatura di questo cd spetta all’opener “Instability”, un grezzo mid-tempo reso urticante grazie alla potente voce di Alessio Taiti, che ricorda molto quella di Rob Halford e questo e’ un complimento. Il metal anni ‘80 rivive in tutto il suo splendore nella quadrata “Queen Of Solitude” per poi esplodere nella successiva “Heart Of Stone”, una grande cavalcata metallica dove le affilate ascie di Leonardo Taiti e Lapo Torrini si intrecciano e si rincorrono, supportate da una sezione ritmica davvero devastante che colpisce duro e lascia il segno come in tutte le altre songs.

“Don’t Waste Your Time” farebbe invidia anche ai Judas Priest, impreziosita dall’accattivante ritornello e della sempre brillante prestazione del singer. Impossibile resistere alla travolgente “The Fortress” ricca di potenza e melodia, un mix che diventa letale nella successiva “Stories”, grande song d’impatto, dove tutta la band e’ sopra le righe.

Altre autentiche rasoiate arrivano da “Who Am I ?” e dalla elaborata “Child’s Prayer”. A chiudere in bellezza ci pensa la cover degli Accept “Run If You Can” eseguita dai Frozen Tears in maniera impeccabile, dando al brano quel giusto tocco personale per renderla ancora più affascinante dell’originale. In definitiva un disco notevole per una band che può arrivare lontana!

Sergio Nardelli



MERCHANDISE
 

frozentears.it 2007